AD OGUNO IL PROPRIO EDEN


Il giardino. Quanto fascino ha sempre suscitato!

Ricordo da bambina uno spazio ben preciso nel quale amavo rifugiarmi, quando ero ospite dai nonni paterni. A loro insaputa, desideravo ripararmi sotto i rami di una splendida ortensia blu (Hydrangea Hortensis).

Da studentessa scoprii che il colore non è una proprietà intrinseca della pianta, ma, bensì, un effetto dovuto all'acidità e alle sostanze disciolte nel terreno (il ph per intenderci). Le ortensie sono piante generose, forti ed estremamente adattabili.

Ricordo come fosse oggi, quel desiderio che non era compreso, di andare lì, dove mi sentivo al sicuro e mi sembrava di poter sognare tutto ciò che desideravo.



E’ da li che inizia il mio amore per la natura che cinge le abitazioni.

Durante gli anni di università, ed anche in seguito alla laurea, ho investito per approfondire la conoscenza della materia viva: alberi, arbusti, erbacee. Per dare valore anche a ciò che circonda gli spazi costruiti, cortili e terrazze compresi.

Un’abitazione che si integra con il paesaggio, acquista e da valore, offre comfort sia per i fruitori diretti che indiretti. Godere della vista, di profumi e suoni di uno spazio verde pensato e curato, porta indubbio giovamento.

Porto profonda riconoscenza a quei professionisti che ho incontrato e che hanno saputo trasmettermi la loro passione e non solo. Con il loro esempio mi hanno insegnato a creare piccoli angoli di paradiso! Non a caso, il significato della parola giardino può essere ricondotto all’ebraico gan, che significa proteggere e difendere e oden o eden, luogo recintato e protetto ove godere di svago e diletto, piacere e delizia. Il paradiso terrestre o giardino dell’Eden, descritto nel primo e secondo libro della Genesi è proposto come un luogo dove vegeta ogni specie di albero, e una natura amica offre abbondanza di frutti.

Come il giardino si è evoluto e manifestato nelle sue differenti forme?

Se avete la pazienza di scorrere le righe che seguono, dove mi sono divertita a citare alcune delle principali forme di arte dei giardini, potreste iniziare un viaggio alla scoperta di luoghi e spazi meravigliosi, senza tempo.

Dal 3500 al 500 a. C, in Egitto, la valle del Nilo ci propone vere e proprie oasi che ripetevano, nel loro assetto geometrico, l’organizzazione della campagna coltivata e degli estesi sistemi di irrigazione che la caratterizzavano.

In tempi più recenti (circa 500 a.C.) i re di Persia crearono _nello specifico a Babilonia_ i celebri Giardini Pensili, lussureggianti giardini del piacere. Si trattava anche in questo caso di imitazioni idealizzate del paesaggio agrario, dove l’impiego dell’acqua per irrigare le piante e rinfrescare l’aria era certamente intriso di simbolismo.

Nella Grecia antica, il giardino era la logica prosecuzione del tempio e quindi dimora degli dei. La parola giardino deriva dal greco “kopos” che indica il recinto di protezione per un’area coltivata.

Nell’Antica Roma il giardino è inizialmente una sorta di podere, dove venivano coltivate piante alimentari. Con lo sviluppo della società e dell’Impero Romano, i ricchi proprietari, gli aristocratici e gli imperatori, sentirono il bisogno di avere un vero e proprio giardino, spesso decorato di statue e fontane. Il giardino diventa luogo di pace, tranquillità, allontanamento dalla caotica vita cittadina.

Durante il Medio Evo, prese forma l’Hortus Conclusus sia nel mondo laico-cortese che in quello religioso; in entrambi i casi lo spazio verde era cinto da un alto muro che lo isolava dal mondo esterno.

Considerato anche come giardino dello spirito era metafora dell’esistenza umana e il muro che lo circondava diventava il limite tra dentro e fuori, separando e allo stesso tempo proteggendo.

Il significato simbolico di questo spazio è sottolineato dal pozzo che si trova al centro del giardino e dalla fontana che rappresenta la sorgente di giovinezza.

Tra il XVII e il XVIII secolo si affermano i giardini all’italiana e alla francese. I maggiori monarchi fanno costruire nelle loro ville dei bellissimi e grandi giardini, che diventeranno il modello da seguire per i regnanti di tutta Europa. Giardino all’Italiana, È il giardino in stile formale di tradizione tardo rinascimentale, che trova nella simmetria delle forme e nella geometria delle strutture la sua principale caratteristica. In Italia, Il parco/giardino della Reggia di Caserta, a Napoli è probabilmente l’esempio più calzante.

In Francia il giardino della Reggia di Versailles, seguiti poi nel resto d’Europa.

Attorno al XVIII secolo, il giardino all’inglese, un fenomeno che ebbe inizio, all'interno dei nuovi giardini nobiliari, come superamento dei vecchi schemi geometrici dei giardini all’Italiana. Qui il giardino è visto come il luogo in cui il piacere, suscitato dall'avvicendarsi delle sorprese, viene temprato dall'armonia che lega le varie parti, attraverso la contrapposizione degli opposti, come il regolare al selvaggio, il maestoso all'elegante, così da bilanciare le differenti percezioni.

A fine ‘800, le città giardino, nuovo modello di insediamento residenziale e produttivo concepito alla fine dell’Ottocento da Ebenezer Howard.

Dalla seconda metà del novecento, dopo il periodo bellico, il giardino privato si svuota di qualsiasi significato etico. Da qui ne deriva una grande varietà di interpretazioni del giardino moderno. Ai giorni nostri, l'espressione di giardino più estrema è “Il verde verticale" quello sviluppo di vegetazione su pareti, interne o esterne, che solitamente si poggia su una struttura portante modulare molto leggera e che si basa sul principio dell’idrocultura.

Spesso, vengono concepite come una vera e propria opera d’arte; uno dei precursori è il botanico Patrick Blanc.


Oltre agli indubbi vantaggi apportati dalla vegetazione orizzontale _benessere psicofisico, aria migliore, barriera acustica_ il giardino verticale apporta anche l'isolamento termico e la protezione delle pareti. Trovare case o edifici nel nostro percorso quotidiano ricoperte di verde, accresce sicuramente il nostro benessere interiore. Impariamo a farci caso.

Se un po’ vi siete appassionati, sapete qual’è il primo passo del processo che ci permette di realizzare il nostro personale giardino, orto, terrazzo o, perchè no, un semplice vaso?!

Un’attenta analisi puntuale del luogo e dell’intorno: esposizione, terreno, confini, servizi e sottoservizi, vedute, clima e microclima, analisi del terreno. La presa d'atto dei desideri e delle esigenze specifiche in merito a funzioni, zone, essenze, arredi, vedute. A questo punto lasciamoci ispirare e finalmente diamo libero sfogo alla creatività per creare piccoli e grandi isole, che molto richiameranno l’idea che abbiamo di un eden. Buona coltivazione a tutti!

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