Cosa butto, cosa tengo

Aggiornato il: 5 mag 2019


A differenza del passato, dove accumulare sembrava essere l’unica vera possibilità di sicurezza, oggi creare spazio e liberarsi da tutto ciò che di superfluo ci circonda è auspicabile oltre che benefico per meglio comprendere le nostre personali priorità.

Quello che ho sperimentato è che l’inizio di ogni cambiamento è un atto di fiducia che inizia con la disponibilità a lasciare andare e si conclude con una sensazione di leggerezza ed un maggiore ordine dello spazio.

Se alleggerire i nostri ambienti è consigliabile per contattare una sensazione di benessere diffuso, quando il nostro obiettivo è ottimizzare i nostri spazi da vivere, vendere o affittare, alleggerire diventa indispensabile.

Eccoci dunque a cercare un’azione pratica che ci permetta di muovere i primi passi in questa direzione, oppure di fare un ulteriore passo in avanti, qualora siamo già esperti di declutter.


COSA BUTTO? COSA REGALO? COSA VENDO?


Queste sono le domande che mi pongo e che mi aiutano ad alleggerire e a creare spazio.

Può trattarsi dell’arrivo della primavera (che io adoro) o della necessità di organizzare un trasloco (ho perso volutamente il conto) o semplicemente la voglia di trasformazione.

Almeno un paio di volte l’anno, intuisco che è il momento di rimettere ordine in casa e mi è utile pormi queste domande. Non sempre sono in grado di dare risposte rapide e definitive ma, fortunatamente, ogni volta i tempi di attesa si accorciano.

Le sensazioni che provo sono sempre differenti, così vale anche per le mie reazioni.

Ogni volta, le resistenze al lasciare andare hanno voci e motivazioni differenti come:

“l’ho pagato un capitale”, “può sempre tornarmi utile”, “potrebbe avere un gran valore”, “lasciami pensare ancora un po’ ““ e se poi tornasse di moda...?”, “magari può servire a mia figlia...”

Perseverare è l’unica possibilità, per me, di arrivare in fondo.

Ce l’ho sempre fatta a portare a termine i miei riordini, quindi c’è speranza per tutti!,

Se anche tu lo hai sperimentato, sai bene che non è facile mettere ordine tra le cose del passato, accumulate per decenni e che ora vanno ricollocate: regalate, buttate, vendute e, solo pochissime, conservate.

Quando parlo di “lasciare andare”, gli aspetti da affrontare sono sia pratici che emotivi. E quando si parla di emozioni, i tempi di risoluzione non li dettiamo noi.

Ecco perché una cosa valida che posso fare è ricordare a me stessa che il mettere ordine è un processo e richiede di allenare la mia pazienza.

La prima volta che mi sono seriamente approcciata al declutter, per prenderla alla larga, sono partita da soffitta, cantina e box: quei locali che, durante il corso degli anni, hanno costantemente accolto oggetti in attesa di collocazione!

Ancora oggi, quando inizio un riordino, definisco tre zone dedicate alle tre differenti destinazioni in uscita: Regalo Butto Vendo.

Ognuno di noi trova una logica propria per analizzare gli oggetti, uno ad uno, e decidere quale destino li aspetta.

Al termine di questa operazione, tutti condividiamo sensazioni di leggerezza e spossatezza al contempo.

Ponendomi queste domande, setaccio tutti i locali della casa e, dovesse esserci, anche il giardino!

Questo processo di alleggerimento, lo approfondiremo in un prossimo post.

Mi impegno a preparare delle linee guida pratiche che a me sono servite per passare all’azione e diventare un efficiente “creatrice” di spazio!

Nel frattempo, se siete interessati ad approfondire questo argomento, posso suggerirvi due autrici dalle quali ho tratto validi spunti.

La prima, Karen Kingston, inglese, della quale ho letto “Via la polvere dalla casa, e dalla mente”. Il libro che per primo mi ha spinta a sperimentare e a passare all’azione.

La seconda, giapponese, Marie Kondo sicuramente più conosciuta e regina di marketing che, con il libro “Il magico potere del riordino”, ha saputo rendere popolare e credibile questo argomento.

Recentemente è arrivata anche su Netflix con una serie intitolata “Facciamo ordine con Marie Kondo” : una vera potenza.

Buona trasformazione e buona sperimentazione, nel porci queste domande ed aprendoci con curiosità alle risposte che arriveranno.

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