COME GLI SPAZI SI (CI) TRASFORMANO?


Spazi di lavoro e non solo

Come stanno cambiando gli spazi nei quali viviamo?

O forse è più opportuno chiederci come gli spazi ci stanno cambiando?

Se fino a poco tempo fa ci mancava il tempo, oggi quello che potrebbe mancarci è lo spazio.

Uso il condizionale poiché i più lungimiranti avevano già compreso l’importanza degli spazi ed oggi si godono anche la reclusione forzata.

Ognuno sente la necessità di spazi di privacy accanto ad altri di condivisione che consentono sane relazioni.

Ecco alcune domande che possiamo porci, in attesa di trasformare o cambiare i nostri spazi (che richiedono tempi tecnici mai brevi), possiamo iniziare a cambiare i nostri atteggiamenti e verificare:

Di quanto spazio abbiamo realmente bisogno?

In quale direzione possiamo espanderci?

Quali possibilità abbiamo con il vicinato?

Abbiamo spazi condominiali condivisi?

Quali risorse ci porta il nostro quartiere?


Quantità, qualità, rapporti di vicinato, relazione con gli spazi esterni e con l’intorno di prossimità. Insomma, oltre alla metratura e alla posizione del nostro immobile, altre variabili, anche sottili, diventano fondamentali per scegliere se ampiare, cambiare o rimanere.

Coloro i quali hanno dato valore agli spazi, nel momento della scelta hanno tenuto conto di un sano rapporto tra il numero delle persone che compongono il nucleo familiare, delle singole esigenze ed i metri quadrati a disposizione, la posizione dell’immobile, gli spazi esterni (giardino, patio, terrazzo, balcone), l’intorno, i servizi di quartiere.


Attimi di relax casalingo

Per esperienza noto che una famiglia composta da quattro persone, per vivere degnamente e contenere i costi di gestione, ha bisogno di un appartamento dimensionato tra i 120 ed i 150 metri quadrati.

Oggi che siamo costretti ad accogliere scuola e lavoro, questi numeri sono il minimo necessario.

Dati indicativi ma verosimili, un’analisi approfondita è comunque necessaria e deve tenere conto dell’età dei componenti, delle funzioni che vengono svolte all’interno degli spazi, relazioni di vicinato, spazi condominiali e via dicendo.

Una piacevole sorpresa è riservata anche a chi ha ottimizzato gli spazi, tenendo conto di ambienti che potessero avere una sovrapposizione di funzioni, a chi ha optato per arredi flessibili, trasformabili accorpabili.

Le soluzioni per un abitare di qualità, dinamico, fluido, ci sono sempre state, la sensibilità era sicuramente differente; oggi queste attenzioni risultano essere vincenti ed anche necessarie.


Chi aveva intuito l’importanza di vivere in mezzo alla natura, residence con strutture per leisure comuni (piscine, campi da tennis, campi da gioco), con spazi condivisi (lavanderie, sale riunioni, palestre e via dicendo) oggi si ritrova al posto giusto, potendo godere di spazi di qualità che influenzano positivamente anche la loro vita. Seppure sempre costretta, anche in tempo di "pandemia" le possibilità di ristoro e rigenerazione rimangono notevoli.

Mi piace pensare ad alcuni dei miei clienti che si godono finalmente spazi interni ed esterni ed hanno una meravigliosa restituzione dell’investimento fatto a suo tempo.

Avere come obiettivi finali bellezza e benessere è sempre vincente. Imparare ad essere in ascolto dei nostri più profondi desideri, anche legati all’abitare restituisce sempre soddisfazioni. Chi li ha assecondati oggi sorride.

Anche per chi non ci aveva fatto caso prima, c’è sempre la possibilità di recuperare e dare il proprio contributo alla creazione di nuovi modi di abitare di qualità.

Oggi la nuova normalità ce lo chiede. Oggi e per un futuro prossimo, le nostre case dovranno essere dinamiche, in grado di accogliere molteplici funzioni in contemporanea ed in costante trasformazione. Esattamente come noi che le abitiamo.

Le nostre case ci devono supportare il più possibile ed essere "smart " esattamente come il nostro nuovo stile di vita.

Quindi, indipendentemente dal suo autore, rende bene la massima che dice:

Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento!”. Quindi non ci resta che adattarci al cambiamento, con tutta la creatività che possiamo.

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