COME VIVIAMO I NOSTRI SPAZI?

Aggiornato il: ott 27



Sono giornate intense, ritmi insistenti, nonstante capisca che condividere è importante tanto quanto lavorare, fatico a prendere nota di ciò che faccio e che vorrei comunicare.

Mi lascio trasportare dalla sensazione di pienezza, quando realizzo che sto facendo esattamente ciò che mi piace fare: aiutare il mio cliente a comunicare, in termini abitativi, la sua unicità.

Ogni cliente, mettendosi in gioco, offre anche a me la possibilità di scoprire o approfondire aspetti che ancora non conosco.

Elena è essenziale, mi permette di cogliere l’importanza di stare in una casa, godendo degli spazi della stessa.




Provare il piacere di muoversi nello spazio. Che è altro rispetto a muoversi tra oggetti ed arredi.

Percepire la luce, osservare i giochi di luce.

Gli sorci, le vedute che dalla casa entrano e ne diventano parte.

Pochi arredi.

L’essenziale.

Pochi arredi ma scelti con cura, preziosi ed unici.









Una scelta che richiede il tempo, le maestranze e l’occasione giusta per trovare o creare quello che ci corrisponde.

Non è facile ma sicuramente affascinante e nutriente.

Creare è un’esperienza unica.

Come unica è l'esperienza che vivo ogni volta che mi muovo all'interno di uno spazio.



Ognuno di noi è unico, anche se ce ne dimentichiamo.

Spesso rimaniamo bloccati alla sola idea di mostrare la nostra unicità; che buffi siamo!

Oppure possiamo rinunciare ad esprimere ciò che siamo, anche solo per pigrizia, od iniziale incapacità.

La buona notizia?

Quando impariamo a percepire la differenza che passa tra vivere gli spazi invece che vivere tra gli oggetti, tutto diviene più semplice e leggero, e realizziamo che possiamo anche osare.

Siamo quello di cui ci attorniamo.

Oltre alle persone, cose e spazio raccontano tutto di noi.



Oggetti o luce, aria, scorci e vedute.

E tu, come vivi i tuoi spazi?

Ci hai mai fatto caso?

C'è anche chi sostiene che ci sia una precisa relazione tra come viviamo i nostri spazi e come utilizziamo il nostro tempo, ma di questo, magari, ne parleremo un’altra volta.

Per ora accontentiamoci di osservare la qualità degli spazi nei quali ci muoviamo.

Buona osservazione!

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