SOSTENIBILITA' E BUON SENSO


In questi mesi, leggendo ed ascoltando i canali social, mi accorgo che una delle parole più utilizzate è sostenibilità.

Finanza, Economia, Energia, Relazioni, Azioni, Produzione: molti dichiarano di ambire alla sostenibilità.

Un concetto vitale, con il quale siamo vivamente invitati ad entrare in confidenza, e riconoscerne il reale valore.

Fare investimenti accorti, porre attenzione a come utilizziamo le nostre energie, dare attenzione alle nostre relazioni. Anche il prenderci cura dei nostri spazi ci offre la possibilità di dare un reale contributo in questa direzione.

Vivere costretti nei nostri spazi ci ha permesso di notare quanto buon senso, coscienza e sostenibilità abbiamo messo nelle nostre scelte legate all’abitare. Partendo dall’ubicazione delle nostre case, dai rapporti con il vicinato, dalla funzionalità dei nostri spazi interni ed esterni. Giardini, patii, balconi.

Rimanendo a casa abbiamo avuto l ‘opportunità di comprendere molto di noi e di ciò che abbiamo negli anni generato.

Com'è la qualità dello spazio a mia disposizione?

Come lo utilizzo?

Come mi sento?

Quale relazione ho con i miei vicini?

Quanto i miei spazi mi supportano, rimanendo forzatamente chiuso in casa?

Se poi vogliamo parlare dell’intorno, del mio vicinato, della mia prossimità:

Cosa vedo dalle finestre di casa?


Le risposte che abbiamo ricevuto ci fanno capire quanto buon senso, coscienza o sostenibilità siamo stati in grado di generare.

Se siamo contenti e soddisfatti della foto che ci è stata restituita dal lockdown, molto bene, possiamo continuare su questa strada e fare sempre meglio.

Se abbiamo qualcosa da replicare, è una splendida opportunità per metterci in moto e portare _anche nei nostri spazi_ quelle modifiche che abbiamo compreso essere necessarie per poter vivere meglio, con buon senso.

Semplicemente possiamo esserci accorti della necessità di realizzare piccoli lavori di aggiustamento ad arredi o impianti. Oppure può essere emerso il desiderio di porre in atto interventi più invasivi.

Entrambe le azioni, possono essere propedeutiche ad un cambio di casa perché, finalmente, ho compreso cosa mi fa stare bene e di cosa ho realmente bisogno.

Abbiamo capito l’importanza di imparare a scegliere sempre, e meglio, ciò che ci fa stare bene.

Saltellando continuamente ci impedivamo di ascoltare e potevamo facilmente sorvolare al malessere.

Uno stop forzato e prolungato, invece, ha permesso all’agio o al disagio di uscire allo scoperto.

Da qui l’augurio per tutti di passare all'azione, assecondando ciò che abbiamo realizzato essere buono per noi. Stare sempre più e sempre meglio in ascolto di noi stessi per decidere cosa fare, dove andare, dove abitare, quali relazioni scegliere: così facciamo la differenza, ogni giorno, ad ogni scelta.

La casa e tutti gli spazi dell’abitare, ci restituiscono tutti questi aspetti amplificati, sia in positivo che in negativo.

Come sarebbe se ripartissimo da noi e da ciò che c’è? Come possiamo definire questo atteggiamento?

Forse Ippocrate la chiamava Coscienza... mia nonna buon senso... e noi oggi Sostenibilità...?

Poco conta come preferiamo chiamarlo, teniamolo sempre presente.

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