THE KEY Il Logo Che Mi Rappresenta

Aggiornato il: apr 20




Finalmente un logo che mi rappresenta!

Che rappresenta il mio modo di fare architettura, che racconta cosa faccio e come lo faccio.

Ho deciso di creare questo blog per coltivare quegli aspetti della mia professione che a volte è difficile condividere. So di ripetermi, un blog è per me uno scrigno, all'interno del quale mettere tutto ciò che di bello incontro, vivo o semplicemente desidero.

Chi si occupa di comunicazione, e mi ha pazientemente affiancata in questo progetto, è riuscita a farmi comprendere l'importanza dell'identità e della coerenza. Mi sono state poste molte domande, ho dovuto cercare e darmi il tempo di trovare le mie risposte e alla fine, come sofferta e naturale conseguenza, è nato il mio logo. Questa chiave che mi rappresenta, profondamente.

Ci sono voluti mesi e la collaborazione di più figure: Alice, Greta, Marlene e Francesca.

Ognuna di loro ha veramente dato il meglio di se. Il risultato è il mio logo che ha preso forma e che ha anche una storia da raccontare.

THE KEY

"Ho deciso di fare ordine nella mia vita.

Vivo una vita che non mi appartiene, non mi sento io, nel lavoro, nel quotidiano e soprattutto nel luogo che dovrebbe essere il più importante: casa mia.

Il che è strano alla mia età.

Passo la metà del tempo nella mia mente, nell’immaginare il luogo dove potermi sentire me stessa, dove potermi esprimere. Sento che tutto mi è stretto, sogno il mio posto, dove potermi sedere e prendere un respiro, come se il tempo si fermasse.

Così parto dalla soffitta di casa. Tra tutti gli spazi è quello che mi appartiene meno, pieno di roba vecchia, scatoloni e soprattutto ricordi altrui.

Trovo lo scatolone di nonna, piango facendo passare tutti i ricordi della mia infanzia, tutti i bei momenti passati insieme, sentivo che lei era l’unica che capiva cosa cercavo.

Alzando le ultime scartoffie si mostra una scatola di un legno grezzo chiaro, mi ricordo di quella scatola. Mia nonna me la mostrava gelosamente, come se dentro ci fosse qualcosa di prezioso. Strano che non me ne sia ricordata prima. Apro la scatola timorosa di sapere cosa nonna mi aveva nascosto per così tanto tempo. Una chiave.



Non dico di esserne delusa, mi sono sempre piaciute le chiavi, ma di certo non mi aspettavo che mia nonna custodisse con tanto affetto una semplice chiave arrugginita. Pongo più attenzione e noto che sotto la chiave c’è un foglietto ripiegato, ormai logorato dal tempo. Apro il biglietto, dei numeri. Ci metto un attimo ha capire che in realtà sono coordinate. Mi precipito al pc e le scrivo su google. Risulta una zona boschiva a venti minuti dalla città. Vengo travolta dalla curiosità, prendo la borsa e parto subito. Dopo esattamente venti minuti, arrivo subito, intorno a me solo alberi, mi chiedo perché mia nonna avesse lasciato scritte queste coordinate. Mi guardo un pò intorno nella speranza di trovare qualcosa, eccola li! Una stradina sterrata. Inizio a intraprenderla senza pensarci nemmeno un secondo. Cammino, cammino, dentro di me una tempesta di emozioni, la mia mente non sa più cosa immaginare. Nel silenzio del bosco l’unica cosa che riesco a sentire è il battito impaziente del mio cuore. Arrivo alla fine, alzo lo sguardo: una casa in legno. Il mio corpo si accorge prima di me di aver trovato quello che cercavo da tempo e il mio respiro torna ad essere regolare. Rimango qualche minuto a fissare la casa dall’esterno, sicuramente qualcun altro avrebbe visto una casa logora, fatiscente ma io riesco solo ad immaginare le sue innumerevoli possibilità. Mi avvicino e salgo le piccole scale in legno. Con la mano tremante faccio scattare la serratura.

Apro la porta, l’interno è spoglio, pieno di ragnatele e con un pavimento di foglie, ma io non vedo tutto ciò.

La mia mente inizia a creare, a vedere delle fantastiche tende che si alzano per il vento, vedo già la mia lampada a terra nell’angolo sotto la pila dei miei libri preferiti, da parte al divano, le candele e le luci calde che avvolgono gli alberi.

Mia nonna aveva già capito tutto. Senza accorgermene iniziano a scendermi le lacrime e ad alta voce dico: “Grazie!”.

Ho sempre collezionato chiavi, ma questa è la chiave che ho sempre cercato, la chiave del luogo in cui sentirmi semplicemente me stessa. Il vento che passa leggero tra le fronde degli alberi, gli uccelli che cantano il suono della vita, il profumo del muschio, dell’erba, il profumo che mi appartiene. Finalmente mi sento libera di respirare, di guardare la vita per quella che è, non corro più, non giro con la giostra che mi ha imposto la società, questo posto è solo mio. Questa chiave mi ha permesso di riscoprire me stessa, adesso sogno di far trovare anche agli altri il loro posto".


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